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Ramazan

Sabato mattina, 
Istanbul oggi è fresca è tranquilla.
Il ramazan è appena iniziato, ieri è stato il primo giorno.
Si percepisce una elettricità diversa nell'aria: i turchi, nell’apparente tranquillità quotidiana sono abbastanza frenetici, ora invece giocano al "risparmio energetico".
Arrivare fino al tramonto senza mangiare, bere e, soprattutto, senza fumare è una grande prova!
Se non fosse per i turisti, e chi lavora per loro, Istanbul sarebbe tranquilla come una città qualsiasi la mattina del primo gennaio ma Istanbul non è una città qualsiasi: è così variopinta ed articolata, raccoglie così tante persone diverse che isolare una tendenza, dare una definizione, è difficile come trovare l’esatta variante di colore che si ha in testa cercandolo tra una quantità infinita di tubetti di tempera, pastelli a cera, matite colorate nella scatola di latta di quando eravamo bambini. 
Si trova sempre tutto, e il contrario di tutto.
Il ramazan qui diventa quasi una festa, una cena di natale che dura ventotto giorni.
Le stare si riempiono di bancarelle, vendono dolci e leccornie di ogni tipo. Trovare un posto libero al ristorante appena il colpo di cannone annuncia “iftar”, la fine del digiuno è impossibile: quando aspetti tutto il giorno il momento in cui potrai mangiare qualcosa ti vuoi trattare bene e i ristoranti fanno affari d’oro. Non da meno le cene organizzate a casa dove le famiglie si riuniscono e le cuoche consumano le pagine dei loro ricettari migliori.
Chi viene in Turchia in questo periodo non deve temere di dover praticare per forza il digiuno: sono aperti ristoranti, bar, e soprattutto pasticcerie che producono una quantità di dolci ancora superiore al solito.
L’unica accortezza da usare è un poco di gentilezza nei confronti di chi non mangia fino a sera: avere discrezione mentre si addenta un kebep è sicuramente un gesto apprezzato.

Leggi un pezzo sul ramazan in Cappadocia: 
https://enricoradrizzani.nova100.ilsole24ore.com/2008/09/ramadan.html