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Di legno e cioccolato

Finalmente ho una casa

Non sono più nomade. 

Da quando lo scorso settembre ho lasciato la casa in Cappadocia non ho più avuto in Turchia un posto fisso dove stare.

Non sarò più a Uçhisar, resto a Istanbul.

Ora mi sento molto più turco, turco originale nomade intendo, di come mi sentivo prima. 

Mi ha aiutato anche un giro per l’est, dal quale è nata una proposta di viaggio molto interessante, dove ho dormito con i nomadi curdi alla pendici dell’Ararat e con i kirghisi di Ulupamir.

Quando non ero in Cappadocia e venivo qui ad Istanbul, ero ospite da amici e nei piccoli hotel che uso quando organizzo i viaggi. 

Sono riuscito ad essere nomade anche stando una settimana nello stesso hotel: le famiglie con cui collaboro mi ospitano volentieri, ma voglio una camera solo se gli resta invenduta, e quindi la mattina lascio la valigia fatta per permettere di spostarla facilmente dall’ultima camera libera all’altra. 

Nel piccolo hotel di Mehdi e sua moglie sono partito dalla camera con terrazzo e vista sulla moschea Blu, super! Poi nell’altra al terzo piano, poi al secondo, al primo e infine fuori dalla porta perché le otto camere ben curate si riempiono in fretta ad agosto. Così valigia in mano, vago da un amico all’altro.

Fino a oggi!

Ho preso un appartamento vicino a Cihangir, a Çukurcuma, una delle zone e delle vie più belle di Istanbul. Le vie qui intorno sono contornate da belle palazzine con facciate elaborate del diciannovesimo secolo, piene di antiquari, mobili antichi e usati, gallerie d’arte e piccoli bar e locande, viva di giorno e tranquilla di notte, nel quartiere di Beyoğlu, a pochi minuti da Istaklal, la via pedonale che arriva a Taxim e che non dorme mai con gli oltre quattromila locali e ristoranti che si affacciano sulle sui strette traverse.

L’appartamento mi è piaciuto all’istante, è in una palazzina antica, ha più di 150 anni, disegnata da una architetto italiano. Soffitti alti con voltini in mattoni e pavimento fatto di vecchi listoni di legno massello. 

I muri sono decorati e le finestre ovunque. Il noce e l’acacia che salgono dal cortile con le fronde verdi che le accarezzano danno l’idea di essere in un giardino. Inoltre è spaziosa e c'è una bella camera per gli ospiti. Se volete venire scrivetemi 😉

C’è luce qui dentro, arriva dappertutto, e c’è calore, mi sembra di starci già da sempre anche se questa è la prima mattina che mi sveglio nella mia nuova casa, e non c’è altro se non un lenzuolo e un asciugamano.

E poi c’è profumo di legno, anzi di legno e cioccolato.

Ho impiegato un po’ a capire cosa era quel profumo che mi ricordava qualcosa ma che facevo fatica ad identificare, poi ho trovato, è cioccolato!

Non so dire il perché ma sembra proprio legno e cioccolato.

Mi ha colpito subito appena sono entrato con Alican, il proprietario dell’agenzia immobiliare che mi ha fatto vedere l’appartamento. 

Ci conosciamo da un anno, me lo ha presentato una signora, presentata da un’amica che mi disse: “Ti presento Neyran, una persona veramente interessante. Se cerchi qualcosa a Cihangir, lei conosce tutti” Stavo, anzi, sto ancora cercando un posto adatto per aprire un hotel. 

Neyran, dopo chiacchiere e caffé, mi disse: “Ti presento Alican, una persona veramente interessante, troverà quello che fa per te”. 

L’altra settimana Alican mi ha chiamato per dirmi che ha trovato un appartamento che sarebbe potuto interessarmi e mi ha detto: “Ho un posto che potrebbe piacerti, e ti piacerà anche la proprietaria, è una persona molto interessante”.

Non so se è in Turchia o se è intorno a me o se è così in tutto il mondo ma le cose, se hai la sensibilità di ascoltare e di farti portare dall’onda funzionano in questo modo: una persona tira l’altra, una cosa accade se la desideri e hai occhi e orecchie aperte per ascoltare e vedere ciò che ti capita intorno.
Tra poco scendo di sotto, andrò al Caffé 49 per fare colazione, collegarmi a internet e pubblicare il pezzo.