Nova100
07 Aprile 2008

Le avventure di un fortunato uomo distratto

Domenica scorsa, dopo 2 settimane in giro per la Turchia, sulla costa Licia e a Cipro, sono uscito a cena a Istanbul con Vania e Marco. Dopo aver tirato tardi al ristorante, hanno un irresistibile bimbo di 2 anni che fa impazzire di gioia tutti i turchi, li riaccompagno in hotel a Sultanahmet e prendo il taxi per Beyoğlu, il quartiere al di là del Corno d’Oro dopo il ponte di Galata.
Questa volta ho deciso di dormire nel mitico Chill Out Hotel Café, dove ero stato per un mese intero quando studiavo turco all’università. Il ragazzo che fa il portiere di notte è lo stesso di 2 anni fa, chiacchieriamo per un po’, cerco ancora una volta di fargli capire cosa faccio, questa volta anche con l’ausilio di audiovisivi ;) accendo il computer e gli mostro le foto dell’ultima settimana di eventi dedicata alla Turchia che ho organizzato a Torino, mostra di fotografie e kilim, le foto degli incontri e dei concerti. Poi mi collego a internet e comincio a lavorare, rispondo alle mail, scrivo un articolo sul turismo equestre in Cappadocia e … suona il telefono … una e mezza di notte …
“Efendim?!? … Ciao Aziz, how are you??” riconosco subito la voce, ho incontrato Aziz e sua moglie 2 anni fa a Şanliurfa, città affascinante al confine con la Siria, la città di Abramo. Aziz ha una piccola pensione immacolata, così pulita che quando mi sono accorto di aver lasciato un’impronta sul pavimento del bagno mi sono sentito in dovere di pulire il pavimento.
Ci siamo sentiti spesso d’estate: io gli mando i viaggiatori che sono diretti dalle sue parti e lui dà il mio numero a chi viaggia per la Turchia.
Questa volta non l’ho avvisato che ero tornato e penso “Ma guarda un po’ Aziz! Si vede che ogni tanto prova a chiamarmi per vedere se sono in Turchia”
Questa volta non l’avevo avvisato del mio viaggio.
”Come stai? …”
”Bene, grazie!” carino che mi ha chiamato per sapere come sto!
“Si, sono a Istanbul” e io che non ho trovato in 3 settimane il tempo per fargli un pronto e salutarlo :(
Ma come fa a sapere che sono a Istanbul??
”Enrico, hai perso il telefono!?”
Mi chiede se ho perso il telefono …eh eh…fulminato di un turco…
”No Aziz, non ho perso il telefono, mi stai chiamando!!!”
”No no, hai perso il telefono!!!”
Caspita!? Mi viene qualche dubbio: con cosa sto parlando allora? E’ proprio il telefono!!!
”Aziz, che dici?!?!”
“Segnati questo numero 0535….”
”Perché?” chiedo io piuttosto incuriosito e Aziz mi spiega che il tassista che mi ha dato un passaggio ha trovato il mio telefono in auto (AAAAAHHHHH il mio telefono nuovo, ultimo modello, con i miei 700 numeri di rubrica non ancora memorizzati in agenda), lo ha acceso e ha trovato il nome di Aziz, il primo con un numero turco, lo ha chiamato nel cuore della notte spiegando di aver dato un passaggio a un tipo italiano con pizzetto e codino che abita in Cappadocia.
Così Aziz ha capito di chi stava parlando, mi ha chiamato, io ho richiamato il tassista che alle 2 di notte mi ha riportato il telefono.
Cosa posso dire? Sono fortunato ad incontrare persone eccezionali!!!