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Comunicazione!

A Uçhisar, in mezzo all’altopiano anotolico, in mezzo alla Cappadocia, per tutta l’estate incontro gente di passaggio. Ogni volta che dico “Sono di Cantù” i miei amici turchi si fanno una risata: “E chi mai la conosce la tua piccola città?!”.

Hai voglia a spiegare loro che Cantù è famosa per i mobili, i pizzi e… la squadra di basket.

Ieri sera è cambiato tutto: dopo l’ennesimo sogghigno sotto i baffi turchi, una persona ha detto “…e la squadra di basket!” Allora la discussione si è spostata sul campionato che è appena cominciato, le previsioni e la valutazioni delle squadre, la passione per il tifo, il palazzetto, che è un luogo di incontro: solo lì vedo amici che conosco dall’età del minibasket.

La chiacchierata li intriga, gli scudetti, le coppe, Marzorati, si appassionano, scatta il gruppo di ascolto. Sembra di essere ai mondiali dello scorso anno: ho vissuto anche quelli stando qui, tutti i turchi tifavano per noi.

Una volta per seguire le trasferte della squadra, dovevo uscire sul terrazzo di casa. Quasi vedevo il campanile di San Paolo, ma per poter ricevere le onde fievoli di Radio Cantù dovevo mettermi nell’angolo giusto. Prendevo un taccuino per tenere il punteggio aggiornato, prendevo anche un freddo cane d’inverno. Ora, in mezzo all’Anatolia, in mezzo alla Cappadocia, guardo le statistiche sul sito della Legabasket, sento la partita in diretta con 10 amici turchi che fanno il tifo e saltano per ogni canestro della mia squadra, ascoltando i cori in sottofondo che Chicco, Fabio e Spillo hanno preparato nel retro della Copisteria Canturina e ora cantano a squarciagola nel palazzetto a Biella, in un altro continente! 

L’entusiasmo nella Galerie Faruk sale ancora di più quando sanno che i pronostici del prestagione considerano la Tisettanta Cantù la cenerentola del campionato, eppure stiamo vincendo, anzi vinciamo!

Ieri sera sembrava una finale scudetto per il calore e gli abbracci a fine partita. Prima di campionato, partita vinta fuori casa contro ogni previsione, gli amici intorno accomunati dalla stessa passione, poco importa di che sport si tratta o da quanto si fa il tifo, cosa si può volere di più?!

Questa mattina non hanno ridacchiato sotto i baffi turchi quando ho detto ai primi due turisti che sono di Cantù.